Ecco il test per aiutarti a scegliere tra vino sfuso e imbottigliato

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Qual’è il prezzo giusto per il vino sfuso? (trick: prova la “formuletta spannometrica”)

Il prezzo al dettaglio di un vino è determinato da molti fattori, alcuni dei quali, per così dire, “oggettivi” o almeno “misurabili” ed altri meno come, ad esempio, il contesto di consumo, la reputazione e il fascino della tipologia di vino, le dinamiche di mercato e il valore del marchio

Questo secondo gruppo di fattori, che incidono sul “valore percepito”, influiscono significativamente sui vini in bottiglia ed in misura minore sugli sfusi i quali, comunque, al giorno d’oggi, non sono del tutto immuni dalle mode e dai trend di mercato.

Anche volendo prescindere da questi fattori aleatori, restano numerose le componenti alla base della formazione del prezzo del vino sfuso, tali da rendere molto ampia la forbice entro cui considerare un costo ragionevole che, secondo noi, non può essere sotto a 1,50 € e sopra ai 4,00 € al litro. 

In realtà si tratta di una stima soggettiva ed è sicuramente possibile trovare vini al di sotto e al di sopra di questi prezzi ma, personalmente, non ci sentiremmo di raccomandarli: gli uni perché, per offrire un prezzo così basso, su qualcosa bisogna aver risparmiato e gli altri perché, raramente, può valere la pena spendere tanto per un vino che, non essendo imbottigliato professionalmente, potrebbe essere esposto al rischio di deteriorarsi.

Quali sono dunque i fattori che determinano il costo del vino sfuso? 

Il tipo di vitigno, il territorio di produzione, la resa vendemmiale, i processi di vinificazione in cantina, i costi generali di amministrazione, gestione, contributi ed imposte nonché i costi di trasporto e distribuzione e, naturalmente, il profitto dei diversi attori della filiera. 

Più avanti cercheremo di dare qualche informazione in più su queste componenti ma, per ora, ci limitiamo a segnalare che una quota molto importante dei vini che vengono acquistati sfusi sono venduti senza denominazione d’origine, pertanto per questi vini non è possibile conoscere o avere certezza del tipo di vitigno o dell’area di produzione. 

Dunque come fare per orientarsi? A meno che non siate scafati investigatori, dovrete necessariamente fidarvi di chi vi vende il vino e magari cercare di accorciare la filiera, acquistando il vino da un produttore o da una cantina che opera nel territorio di produzione. Anche una visita in cantina, almeno la prima volta, per conoscere personalmente chi cura il vino, è sempre raccomandabile. Ma se la cantina è lontana? Beh, magari può capitare l’occasione di una gita o di un piccolo viaggio, per degustare i vini sul posto e poi farveli recapitare a casa oppure provate ad entrare “in intimità” con il vostro rivenditore, anche solo al telefono, per email o tramite i social e poi acquistate una piccola quantità di vino per assaggiare e lasciar decidere alle vostra papille gustative.

Una volta individuato il tipo di vino e la zona di produzione, come fare per avere un’idea del prezzo? 

A valle delle nostre considerazioni, cercheremo di darvi una “formuletta semplificata” che vi consenta, “spannometricamente”,  di farvi un’idea di un valore di riferimento per l’acquisto del vostro vino preferito.

Quanto costa il vino sfuso al dettaglio

Iniziamo considerando il tipo di uva e il territorio di produzione. 

Unioncamere e BMTI (la società del sistema camerale che si occupa di rilevare e rendere trasparenti i prezzi all’ingrosso) pubblicano, ogni anno a febbraio, un report dei prezzi delle uve da vino rilevati dalle Camere di Commercio (qui quello riferito alla Uve da vino – Prezzi e analisi di mercato – Vendemmia 2020). Sfogliando questo documento, è facile rendersi conto della grande varianza dei prezzi che possono andare, ad esempio, dai 30 cent per un chilo di Lambrusco a 1,10 € per un chilo di uva Nebbiolo (destinata ad essere vinificato come Nebbiolo e non come Barolo, perché in questo caso il prezzo sale a 1,93 €/kg) e sino ai 3,75 €/kg per il Brunello (nome del vitigno Sangiovese coltivato a Montalcino) destinato diventare, appunto, il mitico il Brunello di Montalcino (ma non è verosimile che quest’uva sia destinata alla produzione di vino sfuso, dato il prezzo altissimo a cui può essere venduto il vino in bottiglia). 

Considerando una resa del 60-75%, ovvero calcolando che per produrre un litro di vino, a seconda del vitigno e dell’annata, sia necessario tra 1,4 e 1,6 chili di uva, il primo passaggio da fare per ottenere il costo del vino sfuso, è moltiplicare il prezzo dell’uva per 1,5 (valore medio).

Quanto incide la vinificazione?

Un’interessante analisi del 2017 dei costi di vinificazione pubblicata da www.viten.net mette a confronto tre tipologia di organizzazione aziendale e ne deduce i costi per le attrezzature e le lavorazioni di cantina. Queste le conclusioni:

  • Produzione fino a 300 hl: 0,25 €/litro
  • Produzione fino a 2.00 hl: 0,12 €/litro
  • Produzione fino a 10.000 hl: 0,06 €/litro

Questi valori spiegano come, attuando, un’economia di scala, le cantine, sia quelle sociali che riuniscono più produttori di una stessa denominazione, che quelle private che lavorano con tipi di vini differenti provenienti magari da aziende agricole di piccole dimensioni, riescono ad ottimizzare i costi di cantina.

Quali altre componenti concorrono alla formazione del prezzo del vino sfuso per il consumatore?

Sino a qui abbiamo considerato i costi della conduzione della vigna e della cantina ma mancano ancora i costi generali e la remunerazione. Grossolanamente occorre stimare un’incidenza almeno del 30-40% per raggiungere il “punto di equilibrio” che consente di tenere in piedi l’azienda, dopodiché bisogna sommare il guadagno dell’imprenditore (che però sui vini sfusi è generalmente basso) e che consideriamo intorno al 20%.
Per semplificare anche questo passaggio, diciamo che, approssimando, possiamo raddoppiare il prezzo di produzione.

Se poi ricevete il vino a domicilio c’è il costo di trasporto, che però può variare sia in funzione della distanza che della quantità di vino acquistato per cui risulta davvero difficile da stimare in questo contesto, oltre all’eventuale costo per il bag in box se non potete o non volete acquistare il vino in damigiana. Quindi terremo fuori dalla nostra formuletta queste voci. 

Invece, per calcolare il prezzo del vino sfuso per il consumatore, non possiamo esimerci dal considerare un +22% d’IVA.

Ma sul serio avete resistito a leggere sino a qui? Buona notizia: siamo al dunque!

Tiriamo le somme (letteralmente)

Dunque, dicevamo, uno strumento utile per calcolare il prezzo del vino sfuso al litro potrebbe essere la seguente “formuletta spannometrica”: 

(Prezzo di 1 kg di uva x resa + costo vinificazione) x 2 + 22% ± 15%
Formuletta per calcolare il prezzo del vino sfuso al dettaglio

Sostituendo il prezzo dell’uva prescelta (ricordate lo potete trovare qui https://www.bmti.it/uve-vino/) e una stima del costo di vinificazione e svolgendo il calcolo, troverete un valore di riferimento, intorno al quale dovrebbe assestarsi un ragionevole prezzo di acquisto. Insomma, il risultato sarà ancora un intorno, diciamo un 15% in più o in meno rispetto al valore che avete trovato, ma almeno la forbice non sarà tra 1,5 e 4 euro come stimato in prima battuta.

Facciamo l’esempio di un vino il cui prezzo iniziale dell’uva sia di 0,50€/kg

Torniamo per un momento ai lontani anni della scuola e proviamo subito ad applicare la “formuletta spannometrica” in un piccolo problema di aritmetica: calcoliamo il costo di 1 litro di vino sfuso considerando per l’uva un prezzo di 50 centesimi al chilo e per la resa e la vinificazione dei valori medi rispetto a quelli sopra indicati. Ecco che otterremo:

( 0,50 €/kg x 1,5 kg/l + 0,15 € ) x 2 x 1,22 = 2,20 €/l

Forbice ± 15% --> prezzo tra 1,90€/litro e 2,50€/litro
Calcolo del costo del vino sfuso al dettaglio

Speriamo davvero di esservi stati d’aiuto, grazie per la fiducia e la pazienza e… se voleste sapere quanto costano i nostri vini, contattateci.

Sconto del 15% sul primo ordine

Chiama 3471355541 vini di qualità
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Etichette per bottiglie di vino scaricabili e stampabili

Etichette da stampare per bottiglie di vino. Gratis!

Allora, avete già acquistato il vino sfuso e lo avete imbottigliato? Bene! Allora, completate il lavoro apponendo sulle bottiglie le etichette scaricabili che abbiamo preparato: il vino figurerà meglio in tavola e con l’annata bene in vista non rischiate di lasciare indietro qualche bottiglia!

 Etichette per vino scaricabili da stampare (vendemmia 2020)

Scegliete quella che piace di più, cliccate per aprire il documento in formato pdf e stampate le etichette: le dimensioni di ciascuna etichetta sono 9×12 cm, quindi ne abbiamo impaginate quattro per ogni foglio in formato A4.

Dovete ancora travasare?

Potrebbero esservi utili i nostri consigli per imbottigliare e per utilizzare al meglio i tappi di sughero mentre se vi siete portati avanti avanti e avete già completato l’imbottigliamento non vi resta che leggere il post sulle “best practice” per la conservazione del vino.

State ancora scegliendo il vino da acquistare? Beh, non esitate a contattarci

Ecco alcune delle nostre etichette applicate alle bottiglie. Quali sono le vostre preferite? Ce n’é qualcuna che vorreste poter scaricare nella versione aggiornata per la vendemmia 2019? Contattateci per ricevere l’aggiornamento di una vecchia etichetta.

Imbottigliato o sfuso, come compro il vino?

Acquistare il vino imbottigliato o sfuso in damigiana o bag in box è un dubbio molto più diffuso di quanto si creda. Sono molteplici infatti le questioni che influiscono sulla decisione, ad esempio:

  • per quale occasione di consumo sto acquistando il vino
  • se ho la possibilità o meno di imbottigliarlo (ho abbastanza  tempo e l’attrezzatura ed uno spazio adeguato?)
  • se ho intenzione di risparmiare un po’ sul prezzo del vino
  • per quanto tempo e dove posso conservarlo.

Abbiamo raccolto qualche riflessione per aiutarti a scegliere e preparato un breve test per scoprire se si un tipo da damigiana, bag in box, bottiglia o bottiglione.

Bottiglie regolari e magnum (o bottiglioni)

Vino in bottiglia

La bottiglia di vetro (specialmente se di vetro scuro), chiusa con un buon tappo e sigillata con la capsula termo-retraibile, garantisce la migliore conservazione del vino proteggendolo a lungo da tutti i fattori ambientali, a meno che non la si esponga ai raggi solari diretti o a temperature molto superiori o inferiori a quelle di un qualsiasi ambiente domestico.

Per questo motivo i vini di pregio come i DOCG (vini a Denominazione di Origine Controllata e Garantita, approfondisci la classificazione dei vini in Italia), di norma, possono essere venduti solo in bottiglia. Del resto, il costo del confezionamento in bottiglia rapportato al prezzo alto o molto alto di questi vini non incide poi molto.

Diverso è il discorso se ci confrontiamo con vini di prezzo più contenuto: in questo caso la somma dei costi sostenuti per la bottiglia, il tappo, l’etichetta, la capsula, il cartone per l’imballaggio e la manodopera necessaria all’imbottigliamento, possono incidere significativamente sul prezzo finale del vino. 

Certo, se abbiamo ospiti importanti o vogliamo fare un regalo, anche l’occhio vorrà la sua parte e una bottiglia curata in ogni dettaglio resterà sicuramente la soluzione migliore, ma per un consumo quotidiano, in famiglia, a meno che non vogliate di cimentarvi con l’imbottigliamento “fai da te”, può essere interessante l’acquisto di vino nei cosiddettibottiglioni”, bottiglie di capacità da 1,5 litri o persino da 2 litri (anche se i due litri, iniziano ad essere davvero poco maneggevoli). Il costo per il confezionamento per unità è infatti praticamente identico a quello delle bottiglie da 0,75 litri, ma poiché lo dobbiamo rapportare alla quantità di vino contenuta da ciascuna bottiglia, che è il doppio, di fatto l’incidenza si dimezza.

Infine, c’è un’altro caso in cui il confezionamento in bottiglia (da 0,75 o 1,5 litri) è sicuramente preferibile per acquistare il vino: è quello dei vini frizzanti per i quali variazioni anche piccole della temperatura o uno sballottamento neppure troppo energico possono causare un aumento della pressione nel contenitore e quindi provocare un cedimento nella sacca dei bag in box o far saltare il tappo della damigiana. E questo non vale solo per gli spumanti molto frizzanti ma anche per vini vivaci o mossi come la nostra Bonarda dell’Oltrepò Pavese DOC che, infatti, vendiamo in bottiglie regolari o magnum in tutta Italia, anche con spedizione tramite corriere, e in damigiane a quei clienti che non sono troppo lontani per cui possiamo consegnare di persona, con tutte le attenzioni del caso e con la raccomandazione di travasare il vino in bottiglia al più presto.

Damigiane

Vino in damigiana

L’acquisto in damigiana implica che vogliate cimentarvi nell’imbottigliamento di tutto il vostro vino entro un periodo breve (1-2 settimane al massimo): non è davvero possibile conservare il vino nella damigiana. Per il tipo di chiusura e per la particolare forma a boccia del contenitore, mano a mano che cala il livello, la quantità di vino esposta all’aria aumenta: sulla superficie a contatto con l’ossigeno i batteri causano ossidazione dell’alcol etilico e la formazione dell’acido acetico, difetto comunemente noto come “spunto (scopri le Malattie del vino e come evitarle), che rapidamente compromette tutto il contenuto della damigiana. 

Ma, in fondo, imbottigliare non è un’operazione troppo complessa o che richieda molto tempo o un’attrezzatura costosa. Dunque vediamo di cosa avete bisogno:

  • bottiglie nuove o lavate e asciugate accuratamente;
  • tappi di sughero di buona qualità o altrimenti sintetici (per saperne di più sulle diverse tipologie di tappo leggi il nostro articolo Tipi di tappo: qual’è il migliore per il vino?);
  • una tappatrice a colonna (il prezzo si aggira dai 25 ai 50 euro);
  • la cannula da travaso o travasatore a soffio o come si dice dalle nostre parti la “cantabrina” o “cantabruna” (costo entro i 10 euro);
  • un piano rialzato, un panchetto robusto o un tavolo, su cui posizionare la damigiana per creare il dislivello necessario al travaso del vino.

Per una guida dettagliata vi rimandiamo ai consigli del cantiniere per un imbottigliamento perfetto.

Invece, per tornare alle motivazioni, sono molte le persone, anche giovani, che amano imbottigliare il vino, di solito per continuare una tradizione familiare che iniziava con la gita in campagna per scegliere e comprare il vino e si concludeva nella cantina di casa con i ragazzini a fare da assistenti durante il travaso. 

Per venire ai prezzi, bisogna riconoscere che il risparmio è notevole e, se non si acquistano vini DOC, il prezzo al litro del vino sfuso può arrivare al 50% di quello in bottiglia.

L’aspetto più delicato alla fine resta quello della scelta del vino. I nostri consigli sono di prediligere vini adatti ad essere consumati giovani (meglio non conservare per oltre un anno i vini imbottigliati da sé) ma di buona gradazione (almeno 12% vol. di alcol), infatti i vini con un più alto grado alcolico sono meno soggetti alle malattie.
Specialmente se decidete, ed è una decisione sensata, di optare per un vino senza denominazione, considerate che non avrete garanzie sulla qualità del prodotto che state per acquistare dunque, se potete, seguite l’esempio del nonno o di papà e cogliete l’occasione di una giornata di bel tempo per andare a trovare il vostro fornitore in cantina, per conoscerlo, guardarvi un po’ intorno e magari assaggiare il vino.

Bag in box

Vino in bag in box
Bag in box da 5, 10 e 20 litri – Tipografia Piano

Dopo un’iniziale diffidenza verso un tipo di confezionamento effettivamente poco dotato di “poesia”, le innegabili doti di praticità di questo contenitore ne stanno decretando un crescente successo. Il bag in box è composto da una sacca in materiale plastico dotata di un rubinetto a pressione e inserita in una scatola di cartone che ne determina la stabilità e la resistenza agli urti come alle variazioni di temperatura (per approfondire leggi l’articolo Vino in bag in box: la praticità è anche qualità?).

Il vino può essere comodamente spillato dal rubinetto e, mano a mano che fuoriesce, la sacca si accartoccia su se stessa. Il rubinetto infatti consente al vino di uscire ma non permette all’aria di entrare, in questo modo il vino che avanza nella sacca non entra a contatto con l’aria, ragione per cui si conserva tranquillamente per 3-4 settimane o più anche dopo l’apertura della confezione.

Nei paesi nordici i bag in box da 2 e 3 litri hanno trovato posto nei frigo o su un piano in cucina da cui si riempie direttamente il bicchiere per l’aperitivo o da portare a tavola. Da noi si sono invece diffusi maggiormente le confezioni più grandi da 5, 10 oppure 20 litri e, in molti casi, il bag in box viene utilizzato da chi ama travasare il vino in bottiglia perché semplifica, e non poco, le operazioni di imbottigliamento. Infatti il bag in box è molto più leggero e maneggevole della damigiana, il rubinetto semplifica il riempimento delle bottiglie ed infine il vino può essere conservato in cantina o in un armadio, lontano da fonti di calore, anche per 3-6 mesi prima di essere aperto (il periodo varia in funzione della tipologia di vino e delle condizioni di conservazione).

Per il costo del vino in bag in box valgono le stesse considerazioni fatte per il vino sfuso in damigiana al netto del costo della confezione (che al contrario della damigiana non può essere riutilizzata) ma che non dovrebbe superare i 2 euro.

Un altro utilizzo sempre più diffuso del bag in box, specialmente in estate, è in vacanza oppure nelle occasioni conviviali. Molte persone infatti trovano pratico portare con sé questi contenitori piccoli ma capienti e resistenti quando partono per la casa delle vacanze o per un viaggio in camper. Ci sono poi le gli aperitivi e le feste in giardino o terrazza, le “braciolate” e le “pizzate” ed in queste occasioni è davvero comodo mettere sul tavolo un bag in box, invece di tante bottiglie, così che gli invitati possano riempire il bicchiere alla spina

Speriamo di avervi aiutato a mettere in ordine le idee e a decidere che tipo di confezione scegliere. Invece, per quanto riguarda la scelta del vino, date un’occhiata al nostro catalogo vini del Monferrato e dintorni e contattateci per informazioni sulle consegne a domicilio e sui prezzi: a tutti i nuovi clienti offriamo uno sconto di benvenuto del 15% sul primo ordine.

Abbiamo raccolto qualche riflessione per aiutarti a scegliere e preparato un breve test per scoprire se si un tipo da damigiana, bag in box, bottiglia o bottiglione.

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Calendario lunare per imbottigliamento 2019

Segui la luna per imbottigliare (… della serie “Non è vero ma ci credo” ecco il calendario 2021)

Diciamolo subito: non c’è alcun riscontro scientifico che le fasi lunari influenzino i complessi processi chimici che trasformano il mosto in vino e, quindi, non c’è un vincolo a seguire il lunario per le varie fasi di lavorazione, il travaso e l’imbottigliamento. Bon.
Ma è tutto?

No, non è tutto, perché sappiamo bene che il vino non è un qualsiasi succo di frutta, bensì un distillato di cultura e tradizioni, una bevanda che ha accompagnato l’uomo nella sua storia e che spesso ha, oggi come ieri, un valore rituale in molte occasioni della vita.
Dunque, se imbottigliate da voi il vino, non solo per avere un risparmio, ma anche per renderlo più vostro, perché così facevano vostro padre e vostro nonno, e se ripetere i loro gesti, le loro usanze, vi fa entrare nel solco di una tradizione, vi fa sentire parte di una storia, ebbene la notizia è che la scienza non dice neppure che seguire la luna arrecherà danno al vostro vino. 😉

Luna-per-imbottigliamento

Qual’è dunque la migliore luna per imbottigliare secondo la tradizione?

  • La luna calante è la più favorevole per tutti i tipi di vino
  • L’ultimo quarto (gobba a levante) in particolare per i vini dolci e per quelli che dovranno restare in bottiglia più a lungo. In ogni caso, se non avete una cantina particolarmente attrezzata, soprattutto per la chiusura con i tappi di sughero, e climaticamente adatta alla conservazione del vino, sconsigliamo comunque di conservare il vino imbottigliato non professionalmente oltre i 24 mesi.
  • L’ultimo quarto della luna crescente (gobba a ponente) invece conferirebbe alle bottiglie un gradevole frizzantino.
  • Sembrerebbe sconsigliabile invece l’imbottigliamento con la luna nuova (luna nera) ovvero  i primi giorni di luna crescente

Altri consigli per scegliere quando imbottigliare

Il periodo più indicato è quello intorno al mese di marzo per i vini da consumare entro l’anno perché con il freddo dei mesi precedenti le sostanze in sospensione si sono depositate sul fondo e si può imbottigliare un vino già limpido.
Per i vini che vogliamo consumare più avanti è meglio aspettare settembre o giù di lì: il vino avrà già maturato un po’ ed avrà avuto modo di stabilizzarsi: sarà così più facile che mantenga le sue caratteristiche più a lungo.
Imbottigliando a primavera è possibile catturare di più i profumi di fiori o frutta mentre a settembre è possibile ottenere un vino più morbido, con meno note acide.
Tuttavia per quanto riguarda 

Come imbottigliare il vino

Sei alle prese con le tue prime esperienze di imbottigliamento?

Scopri tutti i consigli del cantiniere per imbottigliare oppure scarica la breve guida (infografica).

Calendario per l’imbottigliamento 2021

Ed ecco qui il calendario dei giorni consigliati per l’imbottigliamento per tutto il 2021 con le fasi lunari calanti e crescenti.  Potete anche scaricare il lunario (PDF) e stamparlo per tenerlo sottomano in cantina e… buon lavoro!

  • dall’1 al 12 gennaio luna calante
  • dal dal 14 al 27 gennaio luna crescente
  • dal 30 gennaio all’10 febbraio luna calante
  • dal 12 al 26 febbraio luna crescente
  • dal 28 febbraio al 12 marzo luna calante
  • dal 14 al 27 marzo luna crescente
  • dal 2 marzo all’11 aprile luna calante
  • dal 13 al 26 aprile luna crescente
  • dal 28 aprile al 10 maggio luna calante
  • dal 12 al 25 maggio luna crescente
  • dal 27 maggio al 9 giugno luna calante
  • dall’11 al  23 giugno luna crescente
  • dal 25 giugno al 9 luglio luna calante
  • dall’11 al 23 luglio luna crescente
  • dal 25 luglio al 7 agosto luna calante
  • dal 9 al  21 agosto luna crescente
  • dal 23 agosto al 6 settembre luna calante
  • dall’8 al 20 settembre luna crescente
  • dal 22 settembre al 5 ottobre luna calante
  • dal 7 al 19 ottobre luna crescente
  • dal 21 ottobre al 3 novembre luna calante
  • dal 5 al 18 novembre luna crescente
  • dal 20 novembre al 3 dicembre luna calante
  • dal 5 al 18 dicembre luna crescente
  • dal 20 al 31 dicembre luna calante.

Nota: l’immagine in alto è elaborata sulla famosa rappresentazione della luna, come volto umano con una navicella spaziale conficcata nell’occhio, che compare nel film di Georges Méliès, Le Voyage dans la Lune (Viaggio sulla luna), del 1902.


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