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Torna sabato 30 e domenica 31 agosto “Di Gavi In Gavi” (2014)

Sabato “ravioli sotto le stelle” (dalle 19,30) e DJ Set Vertigo One.

Domenica dalle 16 apertura delle corti antiche di Gavi (molte private e normalmente non accessibili) con allestimenti a tema “Il Piccolo Principe” e degustazioni di cibi tipici e Gavi DOCG.
Partecipa il comico Paolo Ruffini.
Alle 21 celebrazione del 40° anniversario del Gavi DOC con la “Gavi Light Box” e, direttamente da Zelig, spettacolo di Enzo Paci e Andrea Botterin

Gavi 1943 – Fuga dal Campo 5: storia dell’ufficiale che scappò dal Forte

Nella primavera del 1943 un gruppo di undici fuggiaschi, ufficiali anglo-americani comandati da Jack Pringle, riuscì ad evadere dal Forte di Gavi, trasformato dai fascisti in campo di prigionia (era noto come Campo 5) per rinchiudere prigionieri che avevano già tentato la fuga da altri campi. Nuotando attraverso una cisterna sotterranea, raggiunsero la parete esterna, si calarono da un tetto e poi saltarono da un muro alto più di 10 metri. Lo stesso Pringle, tornato qui dopo la guerra, si sorprese di aver saltato da un muro così alto. Pringle riuscì ad arrivare al confine svizzero ma venne nuovamente catturato e riportato nel forte. Il breve documentario racconta attraverso le parole stesse del suo protagonista la rocambolesca fuga.

Consigli per visitare Gavi: ristoranti, B&B, bar e negozi

Se con il post sulle eccellenze eno-gastronomiche del nostro territorio – il Gavi DOCG, i ravioli, la testa in cassetta e gli amaretti – abbiamo sollevato la vostra curiosità e solleticato il palato ecco qualche suggerimento per la prossima visita a Gavi: ristoranti, B&B, bar e negozi di alimentari. Pochi nomi ma buoni.

Ristorante - TrattoriaRistorante Cantine del Gavi Via Goffredo Mameli, 69 – 15066 Gavi (AL) Tel. +39 0143 642458 – cantinedelgavi@gmail – Visita il sito
Le Cantine del Gavi: ristorante a Gavi

L’immagine è di proprietà del ristorante Le Cantine del Gavi

Il ristorante, pieno di atmosfera, si trova in un palazzo settecentesco nel centro del paese e rappresenta una vera eccellenza del territorio. Qui potrete godere la cucina tipica delle nostre terre sempre declinata in modo raffinato e, quel che più vale, con grande attenzione per le materie prime e per la stagionalità. La cantina, che offre un ottima scelta di vini (accoglie circa 700 etichette), è un ambiente suggestivo e molto curato, pensato per accogliere i visitatori e consentirvi anche cene e aperitivi. Il prezzo (mediamente tra i 40 e i 60 euro a testa) non è irrisorio ma trova ragione sia nell’alta qualità del cibo che del servizio.

Ristorante - TrattoriaAi Nebbioli – Trattoria di campagna Località Nebbioli, 2 – 15066 Gavi (AL) tel.+39.0143645893 – Vai alla pagina Facebook
Trattoria Ai Nebbioli - Gavi (AL)

Immagine di proprietà della trattoria Ai Nebbioli

Katia e Maurizio sono praticamente nostri vicini: il ristorante si trova infatti a pochi passi dalla nostra cantina. Per raggiungerlo si sale da Gavi per un paio di chilometri in direzione Parodi Ligure-Ovada sino al bivio per il Santuario di Nostra Signora della Guardia. Il locale è caldo e accogliente e, in estate, è possibile scegliere di stare fuori sotto un gradevole pergolato. Anche in questo caso abbiamo scelto di segnalarvi un luogo dove degustare ottimi piatti tipici della tradizione Ligure-Piemontese anche se non è inconsueto trovarli rivisitati con estro, come nel caso del “Risotto al Gavi con carciofi della Riviera” del menu di Pasqua. I dessert sono incantevoli e rendono davvero difficile decidersi se si prova un certo riserbo a ordinare un “misto dolci”. Inoltre, Katia e Maurizio sono sempre accurati, gentili e disponibili. Prezzo dai 20 ai 40 euro. Se poi pensate di fermarvi per qualche giorno per una visita più approfondita e magari un po’ di shopping al Serravalle Designer Outlet (l’outlet più grande d’europa) abbiamo anche un paio di accoglientissimi B&B da suggerirvi.

Hotel - AlbergoB&B Casa Meli Via XX Settembre, 25 – 15060 Loc. Cadepiaggio – Parodi Ligure (AL) Tel. 347 3117693 / 347 9015026 – info@casameli.com Visita il sito 
B&B a Gavi Casa Meli

L’immagine è di proprietà del B&B Casa Meli

Anche se amministrativamente è già nel comune di Parodi Ligure, questo delizioso B&B in realtà si trova a soli 3 km da Gavi, nel piccolo borgo di Cadepiaggio, con affaccio sulla bellissima piana che circonda l’antica ex Abbazia di San Remigio. La casa è curata ed accogliente, arredata con mobili ed oggetti antichi. L’atmosfera è distesa e romantica, davvero ideale se si è in coppia, un po’ meno se ci sono dei bimbi al seguito. Le camere sono solo due e quindi l’ambiente è davvero tranquillo ma nella bella stagione non dimenticate di prenotare. Dunque dicevamo: le stanze sono due, entrambi situate al secondo piano e dotate di bagno privato, tv, e wi-fi. Francesca Meli, la proprietaria, accoglie personalmente gli ospiti con rara dolcezza e si occupa  anche della colazione con prodotti tipici fatti in casa che in primavera ed estate si possono gustare anche nel piccolo giardino privato. Il prezzo per la camera doppia parte dai 70€ colazione inclusa, naturalmente. I bambini sino a 5 anni non pagano.

Hotel - AlbergoNonna Du – Agriturismo e B&B Località Vallemme Zamblea, 14 – 15066 Gavi (AL) Tel/Fax 0143 642582 – info@nonnadu.comVisita il sito
B&B a Gavi Nonna Du

l’immagine è di proprietà del B&B Nonna Dui

L’edificio che ospita le camere del B&B fa parte di una struttura più complessa, ristrutturata da poco e completamente immersa nel verde con vista sui vigneti. Nel giardino trova posto anche una piscina di acqua salata che è una vera tentazione: si sta così bene che quasi si rinuncerebbe a visitare i dintorni per godersi la serenità del luogo. Le camere sono  curate e dotate di ogni comfort inclusi bagno in camera, wi-fi, frigobar e aria condizionata. Alcune stanze sono molto ampie e particolarmente indicate ad accogliere i bambini che qui trovano un ambiente davvero adatto a loro. Colazione a buffet accanto al caminetto in inverno e a bordo piscina in estate. Il prezzo della camera doppia va dai 70 ai 90 euro a notte. I bimbi sotto i 3 anni soggiornano gratis in culla o lettino baby mentre il letto aggiunto costa 20 euro. Infine ecco anche i consigli per gli acquisti ma … solo di carattere gastronomico! Negozio di alimentariSe volete comprare i ravioli vi suggeriamo “La casa del raviolo“, al numero 95 di via Mameli. Qui si sono inventati anche di un nuovo modo di mangiarli: i “ravioli da passeggio”, una versione in stile “street food“, tostati su una piastra o in padella, senza alcun condimento, e poi raccolti in un cartoccio conico di carta (come quello per le caldarroste). E’ un’idea simpatica e molto riuscita, ideale per tutte le occasioni di festa in cui ci si serve a buffet e si mangia in piedi. Bar - CaffèGli amaretti di Gavi li trovate sempre morbidi e appena fatti al Caffè del Moro in pieno centro storico a Gavi, in via Mameli, non lontano dalla Pieve di San Giacomo, oppure presso l’Antica Pasticceria G. B. Traverso in via Bertelli, appena entrati in paese dalla parte di Arquata-Serravalle. Gli amaretti di Traverso sono distribuiti in molti altri punti vendita anche al di fuori di Gavi e possono essere acquistati online. Per informazioni info@amarettitraverso.it. Negozio di alimentariInvece, per quanto riguarda la tipica testa in cassetta, a Gavi in realtà c’è un unico artigiano che la produce secondo la tradizione. Si tratta della Macelleria Bertelli sempre in via Mameli al numero 23 (non è che ce n’è una sola di strada a Gavi, ma questa lunga via è l’asse storico e la spina dorsale del paese). Agostino Bertelli porta avanti un saper fare che era già di suo padre Giovanni e prima ancora del nonno Agostino, come lui, dando una continuità a una tradizione artigianale che dura ormai da quasi cento anni. E tanta esperienza si sente assaporando questo salume finalmente diverso dai soliti insaccati. Logo Cantina Cartasegna - Vini GaviE per il Gavi DOCG? Beh, qui ci sono tutti i contatti della nostra cantina: vi aspettiamo presto! 😉


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Vino e piatti tipici di Gavi

Ecco servito in tavola un vero e proprio poker d’assi eno-gastronomico: i ravioli, la testa in cassetta, gli amaretti e il Gavi DOCG, le più rinomate delle molte eccellenze alimentari del nostro territorio.

Ma con questi piatti forti si preannuncia già una vittoria a tavolino (è il caso di dirlo) su ogni buon proposito di continenza. Quindi, se pensate di venire a pranzo o a cena dalle nostre parti (in quest’altro articolo abbiamo raccolto qualche consiglio per scegliere dove mangiare, dormire e acquistare i prodotti tipici a Gavi), siete avvertiti: sospendete la dieta e rimandate la prova costume! 😉

Vino e cibi tipici di Gavi La storia di Gavi si intreccia praticamente da sempre con quella di Genova (Gavi è appartenuta alla Superba Repubblica sino al 1814, giusto due secoli fa) e così anche la cultura e il dialetto sono contaminati dallo spirito Ligure e lo sono persino l’aria, quando soffia “il Marin” (il vento di mare, appunto) e il carattere un po’ ruvido degli abitanti.

Gavi, per la sua posizione strategica funzionava quasi da anticamera di una città che per molti secoli, con solo qualche interruzione, fu una metropoli internazionale ante litteram.
Situata lungo una delle più importantiVie del sale”, le strade che mettevano in comunicazione i porti della costa ligure con la pianura padana e per il cui tramite si spostavano mercanti, pellegrini ed eserciti, Gavi ospitò genti e merci provenienti da ogni dove.

Così, è probabile che, proprio da questi incontri di palati e materie prime differenti, sia nata l’originale tradizione culinaria del nostro territorio, straordinariamente ricca di sfumature e così peculiare rispetto alla cucina Piemontese vera e propria.

I ravioli

I ravioli di Gavi nel vino (Monferrato Dolcetto DOC) Probabilmente, da questo stesso contesto, nasce anche la leggenda che vuole i ravioli, piatto tipico di molte cucine regionali in Italia, inventati proprio a Gavi, tra il XII° e il XIII° secolo, nella locanda della famiglia Raviolo, da cui il piatto avrebbe per l’appunto preso il nome.

La ricetta dei ravioli di Gavi “ufficiale” è gelosamente custodita dall’Ordine Obertengo dei Cavalieri del Raviolo e del Gavi ma pochi mesi fa Renato Bino, membro dell’Ordine, in un’intervista ha svelato qualche indizio: “carne magra di maiale e di manzo, salciccia, borraggine e maggiorana” per il ripieno, mentre “la sfoglia di pasta deve essere preparata con poche uova e deve essere quasi trasparente”.
In effetti, in paese, ogni famiglia ha perfezionato la propria formula per fare i ravioli e così, in coda all’articolo, vi presentiamo la ricetta dei ravioli di Nonna Ro, forse non proprio ortodossa ma davvero buona.

Il modo più consueto di condire i ravioli è con “u tuccu” cioè con un sugo di carne tipico genovese che si fa rosolando la carne di manzo nell’olio d’oliva extra vergine con un trito di funghi, cipolla, carota, sedano; per profumare si usa prezzemolo, alloro, rosmarino e pochissimo aglio; la carne deve poi cuocere a lungo, sino a disfarsi, a fuoco basso con un bicchiere di vino e salsa di pomodoro.
Però i nostri ravioli, specialmente quelli fatti in casa, sono tanto buoni da poter essere gustati anche “a culo nudo” (l’espressione è di Carletto Bergaglio, fondatore dell’Ordine Obertengo dei Cavalieri del Raviolo) cioè senza condimento e con solo una spolverata di parmigiano sopra.
Infine, un modo originale e assai gradevole di mangiare i ravioli è in tazza, annaffiati da un buon bicchiere di vino rosso (noi ci sentiamo di raccomandare il Monferrato Dolcetto DOC ma, come ricorda Renato Bino nel sopraddetto articolo, in estate si può usare, anzi “osare”, anche il vino bianco di Gavi, come raccomandava Carletto Bergaglio).

La testa in cassetta

La testa in cassetta di Gavi Ma oltre ai ravioli c’è di più: i taglierini con il sugo di funghi, la focaccia “stirata”, la torta di riso (salata), la torta pasqualina, naturalmente lo squisito risotto al Gavi e, infine, la testa in cassetta di Gavi, che è anche un presidio Slow Food.

La testa in cassetta è un insaccato prodotto con parti della testa del maiale ma quella di Gavi si distingue per l’utilizzo anche di tagli di bovino tra cui il cuore (che rende più vivido il colore), e per le numerose componenti aromatiche: sale, pepe, peperoncino, cannella, chiodi di garofano, coriandolo, pinoli, noce moscata, rum. La semplice descrizione degli ingredienti però non rende giustizia alla piacevolezza dell’insieme: per apprezzarla bisogna provarla in purezza come antipasto oppure a merenda tra due fette di pane casareccio, sempre accompagnata da un bicchiere di Cortese oppure di Grignolino.

Gli amaretti

Amaretti di Gavi E poi ci sono i dolci: i canestrelli al vino bianco (ça va sans dire), biscotti secchi e poco dolci perfetti per la prima colazione, i dolcetti di pasta frolla (con il cioccolato, i pinoli, il “doppio burro”, la marmellata o altro), il “latte di gallina” (un composto di latte, uova e zucchero in versione “dolce al cucchiaio” e non in quella più comune di bevanda ricostituente) e gli ormai famosi amaretti di Gavi, morbidissimi e anche questi con un carattere singolare e del tutto diverso dagli amaretti classici.

Gli amaretti di Gavi sono tenerissimi e bianchi, dentro e fuori (per la cottura delicata e la spolveratura di zucchero a velo) e hanno una forma a montagnola. Il sapore è fine ma ricco di sfumature dolci e amare e il gusto della mandorla è netto e ben riconoscibile. Alle vostre papille gustative consigliamo, quale compagno di questo dolcissimo viaggio, un ottimo Piemonte Moscato DOC.

Il Gavi DOCG

Il Gavi DOCGEd infine, last but non least, ultimo nella nostra esposizione ma primo per fama, il Gavi DOCG.

La coltivazione della vite nel territorio di Gavi affonda nel medioevo ma è dalla metà del XVII secolo che il vino da vitigno Cortese proveniente da Gavi è documentato e apprezzato in importanti contesti europei. Per diversi motivi tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900 la produzione inizia a crescere significativamente per quantità ma anche per qualità sino a conquistare nel 1974 la Denominazione di Origine Controllata e nel 1998 la Denominazione di Origine Controllata e Garantita.

La peculiarità di questo vino bianco si deve al territorio: alla qualità del terreno (calcareo-argilloso), alla conformazione collinare che migliora l’esposizione al sole ma soprattutto al clima, reso più mite dalla vicinanza al mare e dal “Marino”, il vento che soffia da sud.
La zona di coltivazione è limitata a poco più di 1000 ettari spartiti tra 11 comuni disposti intorno a Gavi.
Il disciplinare, che prevede le tipologie “tranquillo”, “frizzante”, “spumante”, “riserva” e “riserva spumante metodo classico”, riassume così le caratteristiche essenziali del Gavi DOCG:

  • colore: giallo paglierino più o meno intenso;
  • odore: caratteristico, delicato;
  • sapore: secco, gradevole, di gusto fresco ed armonico;
  • titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,50% vol.;
  • acidità totale minima: 5,0 g/l.

Ma è l’intensità e la persistenza dei profumi, il sapore netto e asciutto, la buona struttura e l’equilibrio complessivo che fanno del Gavi uno dei vini bianchi italiani di maggiore successo anche internazionale.

Servitelo sempre fresco (intorno ai 10°) insieme a piatti a base di pesce, soprattutto fritto, o carne bianca, verdure (specialmente torte salate e frittate) o con i salumi.

Ottimo anche all’aperitivo o per accompagnare alcune specialità della cucina genovese come la farinata o panissa o tavellette (bastoncini a base di farina di ceci bollita e poi fritta), friscêu (frittelline di pastella semplici o con l’aggiunta di una piccola quantità di lattuga o borragine, cipollotti o bianchetti, salvia o altri gusti a piacere) e cuculli (simili ai friscêu ma con farina di ceci) e baccalà fritto.
I genovesi ci fanno persino colazione con la focaccia (meglio se sottile, con grandi “occhi” di olio e ancora un po’ calda): i più ardimentosi con la focaccia con la cipolla!

Ricetta dei ravioli di carne di Nonna Ro

Ed ecco, come promesso, la ricetta dei ravioli.
A casa nostra, Nonna Ro impasta 1 kg di farina con 4 uova, 3 cucchiai di Gavi DOCG, sale e poco olio.
Per il ripieno rosola nel burro 300 grammi di carne magra di vitello, 200 grammi di carne di maiale, 200 grammi di salsiccia di maiale sbriciolata e 600 di carne di manzo da sugo (nota: nella tradizione gaviese la carne di manzo deve sempre predominare su quella di maiale) e intanto bolle 2 scarole e 2 mazzi di borraggine.
Una volta cotte e scolate le verdure, le trita insieme alla carne e ad un ciuffo abbondante di maggiorana, uno spicchio d’aglio e il pane bagnato nel latte.
E’ il momento di aggiungere 4 uova e un bel pugno di parmigiano reggiano e aggiustare di sale. Poi rimesta fino a che il composto non è liscio ed uniforme, quindi prepara e stende la sfoglia, che dovrà risultare sottilissima.
Per tagliare la pasta e chiudere i ravioli potete utilizzare l’apposito stampo oppure la rotella, come preferite.
Un piccolo trucco della nonna: mentre lavora una parte della pasta per ottenere i ravioli, copre quella avanzata con un canovaccio umido per non farla seccare.

Preparare i ravioli non è un lavoro da poco e per questo, quando ci si mette, tanto vale farne una sovrapproduzione e poi conservare i ravioli in più surgelati in freezer (anche se qualche buongustaio integralista si sentirà letteralmente rabbrividire).
Per la cottura è importante bollire i ravioli in abbondante acqua salata o, specialmente se pensiamo di mangiarli nella summenzionata versione “a culo nudo”, in un buon brodo di carne.

Ricetta dei ravioli A questo punto non vi resta che venire a Gavi e valutare in prima persona la gastronomia locale: insomma, provare per credere!


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Ricetta della mousse al vino bianco di Gavi

Questo è un dolce al cucchiaio un po’ insolito: segue la ricetta classica della mousse ma, incorporando il Gavi DOCG, un vino di corpo e decisamente secco, e il succo degli agrumi ed equilibrando così la grassezza della panna e il dolce dello zucchero, assume un caratteristico sapore, gradevolmente acidulo. Per questo, nonostante la consistenza cremosa, all’assaggio emerge una sensazione più fresca e asciutta di quanto risulti normalmente con questo tipo di dolce.

INGREDIENTI (per circa sei porzioni):
4 tuorli d’uovo, 200 millilitri di panna liquida fresca, 200 grammi di zucchero, 200 millilitri di Gavi DOCG, la scorza e il succo di ½ limone e ½ arancio (non trattati), 4 fogli di gelatina (colla di pesce).

Ingredienti per la Mousse al vino bianco di Gavi

PREPARAZIONE:
Mettete le bucce in infusione nel vino senza farlo scaldare, se desiderate che la mousse vino mantenga una nota alcolica distintiva (secondo noi ha più carattere ma nel caso ci siano anche dei bimbi, sarà meglio prevedere un dolcetto alternativo).
Frustate i tuorli d’uovo con lo zucchero sino ad ottenere un composto chiaro e spumoso, quindi aggiungete il vino e il succo degli agrumi filtrato e spostatevi sul fuoco.
Scaldate il composto a bagnomaria per circa 10-15 minuti continuando a mescolare energicamente per farlo montare.
Allontanate la crema dal calore e incorporate gentilmente la gelatina (preparata come di consueto: una decina di minuti in ammollo, poi una strizzatina e a sciogliersi in poca acqua per qualche minuto sul fuoco).
Mentre la crema si raffredda montate la panna che aggiungerete appena la crema accennerà a rapprendersi.
Una volta che il composto sarà perfettamente omogeneo potete vuotarlo nelle coppette o nei bicchieri in cui intendete servire la mousse. Lasciatela raffreddare in frigo per un paio d’ore prima di portarla in tavola.

PRESENTAZIONE:
A noi piace utilizzare i bicchieri da Martini che possono essere decorati inumidendo il bordo con un po’ d’acqua e cospargendolo di zucchero (un po’ come si fa con il sale per il bicchiere del Margarita). Se preferite sottolineare la nota dolce, potete inumidire anche l’interno del calice e realizzare una vera e propria “crosta” di zucchero. Invece, se volete esaltarne la freschezza, potete aggiungere qualche fogliolina di menta che donerà anche un po’ di colore.

Ricetta Mousse al Vino Bianco di Gavi

In abbinamento consigliamo di trasgredire la regola del “dolce sul dolce” e di restare sul Gavi ma nella versione Spumante Brut.

Ancora una nota. Noi abbiamo utilizzato il nostro Gavi DOCG ma potete utilizzare anche altri tipi di vino bianco purché dotato di un aroma intenso e di un buon corpo perché, come già detto, la mousse rivela un carattere più spiccato se si sente un po’ l’alcool 😉 .

 


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